INTORNO AL GIALLO – AUGUSTO BRUNI Il Noir origini e caratteristiche (terza parte)

AUGUSTO BRUNI

il Noir

Origini e caratteristiche

(terza parte)

 

Il film noir degli anni 40 e le narrazioni ad esso sottese hanno continuato ad avere una loro vita autonoma anche  dopo l'inizio e la fine del periodo cosiddetto “classico”,  individuati rispettivamente nel classico Il Falcone maltese del 1941 di John Houston e lo straordinario A touch of Evil (L'infernale Quinlan) diretto da Orson Wells nel 1957. Basterà citare già a inizi anni ‘70 Il Lungo Addio - del 1973- diretto da Altman (ma ripreso da Chandler), China town diretto da Polanski del 74, Body Heat diretto da Kasdan del 1981, Blood Simple dei fratelli Coen del 1985, L.A. Confidential (C. Hanson, 1997), Lost Highway (D. Lynch, 1997) e i più tardi film di John Dahl come Kill me again (1989), Red Rock West (1993) e The Last Seduction (1994).

Domanda: questa coppia antagonistica è sufficiente ad individuare un sottogenere come il Noir all’interno della categoria di genere più ampia della storia del detective (archetipo del Mago) ?

A costo di ripetermi ...mi ripeto:  ambienti squallidi, sordidi, malsani e corrotti,  tristezza, solitudine, senso di abbandono e di generale deriva morale NON fanno un noir. Al massimo ne disegnano la superficie. Come giudicare altrimenti un piccolo capolavoro che è le Idi di Marzo (2011) diretto e interpretato da George Clooney, che si svolge tutto quanto all'interno dell'organizzazione politica per l'elezione di un candidato?  Come classificare un grandissimo serial come House of cards (2013-2018), che addirittura ricostruisce dall'interno la corsa al potere presidenziale di una coppia di coniugi entrambi impegnati in politica? Non vedrete mai e poi mai nessuna delle caratteristiche elencate appena qui sopra. Eppure si tratta di due storie "nerissime", nel senso che il cinismo, la deriva morale, la corruzione e la spregiudicatezza sono la linfa vitale di entrambe le storie, per giunta ambientate in ambienti lindi e ben arredati, al limite del lusso. Di fatto non si tratta di due Noir, soprattutto perché non c'è nessuna detection da sviluppare all'interno della trama. O meglio: se c'è una detection essa viene sviluppata contro i protagonisti da parte di detective dell'amministrazione statale, che hanno un ruolo anche abbastanza marginale all'interno della storia. In entrambi i casi quello che sta sulla ribalta è l'archetipo del Re, incarnato nella figura del politico moderno:  è la stessa ragione per cui Riccardo III di Shakespeare è la storia di un Re e non di un Mago.

E di nuovo: basta un contrasto tra Eroe-detective e Antagonista-Dark Lady o Vamp?

A mio avviso no. Faccio notare che lo scontro tra i due protagonisti è anche lo scontro tra due strati sociali. Detective e Dark Lady provengono spesso e volentieri dallo stesso strato sociale, cioè una piccolissima borghesia se non addirittura un proletariato campagnolo e/o urbanizzato (la povera ragazza di provincia che vuol fare strada ad Hollywood è un topos frequente). L'ambiente in cui entrambi vivono è invece la giungla d'asfalto, la metropoli anonima fatta di suburbi e di isole di lusso, che non comunicano tra di loro se non in modo accidentale. Per convincervi dello scontro tra questi due strati sociali, provate a pensare per un attimo al disagio che prende il tenente Colombo quando si trova ad investigare nei quartieri alti della società. Nel Noir, l'avversario sia del Detective che della Dark Lady è lo stesso strato sociale. La metropoli è violenta, selettiva, classista. La giustizia non è mai egualitaria e semmai sta sempre dalla parte dei più abbienti, che si possono permettere avvocati migliori e cauzioni in contanti. I poliziotti sono piccoli borghesi, anche mal pagati e per questo spesso corrotti, ma sono cani da guardia dell'amministrazione e quindi si comportano e pensano come i loro padroni. Detective e Dark Lady vivono entrambi fuori dalla cerchia dorata dei piani alti. Ma mentre il detective vive ai bordi, e non si farebbe mai intrappolare dalla mentalità dei Ricchi,  la Dark Lady è invece è proprio lì che vuole arrivare. Se c'è già arrivata, magari con un matrimonio di convenienza, bada bene a conservarsi il posto. Entrambi sanno perfettamente che la legge non è uguale per tutti. Il detective perché sa che dietro le apparenze si cela quasi sempre un mondo molto più corrotto di quello che si vorrebbe perseguire, sia dal lato dei poliziotti, sia dalla parte degli abbienti o ricchi.  La Dark Lady perché sa, o meglio ha imparato a capire, come funzionano le cose all'interno di quel mondo, cioè in un modo assolutamente extra legale. C'è per entrambi un modo di “aggiustare” le cose che passa bellamente sopra a qualunque codice giuridico o morale. La giustizia del Detective è fatta spesso a suon di pugni e pistolettate, qualche volta a suon di vendette postume:  in entrambi i casi si tratta di qualcosa che non passerà mai dall'aula di un tribunale. Per la Dark Lady la situazione è simile, ma la soluzione è spesso estremamente precaria e punitiva, specie se la soluzione è somministrata dalla giustizia personale del detective. Ce la caviamo quindi con disincanto, amarezza e disillusione? No, non basta. Bisogna che l'esito finale rispecchi la situazione del conflitto tra stati sociali. E si tratta, si badi bene, di una soluzione naturalistica, poiché essa si disegna come un delitto sostanzialmente impunito, un delitto senza castigo, almeno dal punto di vista della Giustizia Ordinaria. Dato che la polizia il più delle volte brancola nel buio, mentre il detective è l'unico a conoscere la verità vera, la scelta più coerente del Detective è quella che egli costruisca una fine degna dei suoi principi morali. Per questo possiamo dire che molte volte il Noir è la storia di un contrasto tra Eroe-Detective e Dark Lady, che comporta una soluzione formalmente diversa da quella che la giustizia ordinaria prevederebbe, sino al confine estremo del delitto che non ha castigo. Una soluzione, si badi bene, che anch’essa il più delle volte lascia l’amaro in bocca.

Ed è anche per questa stessa ragione che mi permetto di dire che le storie Noir sono, tra tutte le storie del Detective, le meno consolatorie in assoluto, perché di catarsi rispetto alla categoria generale della Legge proprio non ce n’è. Semmai c’è dalla parte del detective ma, come si dice, sono fatti suoi.